Apr
27
2006
Sport e turismo, un binomio importante per la Sicilia sotto diversi profili. Valorizzare, infatti, le attività sportive, le società che - nell’ambito delle diverse discipline - si sono distinte per la continuità e il prestigio acquisito, deve essere un punto essenziale del programma di governo della Sicilia. Unitamente ad una maggiore attenzione allo stato dell’impiantistica sportiva nelle nostre città. Vi sono, infatti, forti carenze strutturali, mancano impianti sportivi di quartiere che possano soddisfare la sete di agonismo dei ragazzi, non vi è un sufficiente raccordo con gli organismi rappresentativi di ciascuna disciplina sportiva.
Spesso si dimentica che lo sport è sinonimo di aggregazione, di cultura, di solidarietà e, perché no?, un volano che può dare un contributo importante alla crescita della nostra economia.
Il prossimo governo regionale dovrà prestare la massima attenzione alle esigenze espresse dal mondo dello sport.
Per quanto concerne il turismo, sarebbe un argomento retorico ricordare il forte potenziale culturale ed economico che questo importante settore esprime. Queste, a mio avviso, le parole d’ordine per il rilancio del comparto: competenza e professionalità degli operatori; abbattimento dei costi dei servizi; rispetto del turista che non deve essere visto come un “pollo da spennare” ma come una risorsa da curare e valorizzare; miglioramento dei servizi accessori e dei trasporti.
Apr
27
2006
Il nostro desiderio è che un giorno non si parli più di “quote rosa” quasi come se si trattasse di una “riserva” dove relegare le donne.
Dovrebbe essere nell’ordine naturale delle cose prevedere pari opportunità per le donne avendo come unica discriminante la qualità umana e la professionalità di una persona a prescindere dal genere di appartenenza. Ma purtroppo ancora non è così. Riteniamo che la candidatura di Rita Borsellino sia un primo importante passo verso questa normalità.
È necessario introdurre nella vita della nostra regione un modello di “politica complementare” che sostenga il concetto di pari opportunità. La Sicilia, infatti, è ancora in ritardo rispetto all’acquisizione di questo modello sociale. In tal senso auspichiamo che, a partire da Rita Borsellino Presidente, siano tante le donne impegnate in politica, nel sociale, nell’impresa e nelle professioni, portatrici di quel valore aggiunto di cui la nostra società non può fare a meno se vuole pensare ad un reale sviluppo integrato.
Apr
26
2006

È una priorità del prossimo governo della Sicilia predisporre un Piano Integrato di Protezione Civile, unitamente ad una Mappa del rischio, per mettere in condizione gli operatori della sicurezza di potere prevenire e intervenire in casi di emergenza.
In tal senso bisognerà attivare un coordinamento regionale che operi da punto di riferimento per tutte e nove le province.
Ma non è solo così che si può introdurre una cultura della sicurezza nella mentalità delle persone. È importante promuovere nelle scuole, negli uffici pubblici, insomma in tutti i siti pubblici, una autentica e integrale cultura della sicurezza che è fatta di comportamenti sociali, di gesti concreti, di piccoli atti che se compiuti al momento opportuno possono salvare tante vite.
Finora si è sempre intervenuti a posteriori, quando il danno era già compiuto, a dimostrazione della scarsa attitudine verso questi temi dimostrata dalla classe politica che è stata maggioranza in Sicilia. Oggi bisogna voltare pagina. In primo luogo prevenire, prevenire, prevenire. I Piani antincendio per l’estate non devono essere predisposti ad Agosto. Non è pensabile non avere un costante monitoraggio dei siti a rischio. La civiltà di una istituzione si misura anche sulla sua capacità di tutela della sicurezza e della vita dei cittadini che amministra.
Apr
26
2006

È necessario sganciare il concetto di cultura dalla prevalente logica dell’evento. La cultura non è “evento”. La cultura è valorizzazione del proprio territorio che si può realizzare attraverso l’ottimizzazione delle risorse che esso esprime.
Bisogna restituire alla cultura la centralità che le spetta nell’ambito della nostra società. E per far questo è essenziale porla in sinergia con gli altri indicatori di sviluppo: il turismo, l’economia, l’impresa etc.
In questa chiave la cultura diviene asse trasversale del modello sociale al quale noi facciamo riferimento.
È essenziale il ruolo delle istituzioni quale supporto alle attività artistiche e culturali, ma bisogna anche creare le condizioni affinché non venga meno il rischio di impresa anche in questo importante settore, anche attraverso l’introduzione di regole certe di competitività.
È fondamentale, infine, creare nuovi modelli di “Incubatore Culturale” in cui si possano attivare sinergie tra le diverse arti, dal cinema al teatro, dalla danza alla video arte, dalla musica alla letteratura. Un modello innovativo, quindi, in cui l’attività culturale nutre il territorio e il territorio sviluppa le condizioni per un maggiore ampliamento della sfera culturale. La cultura come impresa e l’impresa come cultura.
Apr
26
2006

La Sicilia è per eccellenza l’isola del sole. Sfruttare il sole per avere elettricità, riscaldamento e condizionamento è un obiettivo strategico.
La Pubblica Amministrazione deve investire sull’uso energetico del nostro sole per non spendere e dipendere dall’estero.
Un recente sondaggio commissionato dall’OPEC indica al 72% gli italiani che si schierano a favore delle energie rinnovabili. L’Unione Europea ha indicato come obiettivo il 23% di uso di energia elettrica da fonti rinnovabili per il 2010.
Questa produzione interna alleggerirebbe la nostra dipendenza dall’estero e libererebbe risorse economiche da riversare per investimenti necessari allo sviluppo economico dell’isola.
Investire sul sole determinerebbe la creazione di posti di lavoro locali (progettisti, montatori, elettricisti e carpentieri); occasioni di lavoro per le piccole e medie industrie (elettriche, meccaniche ed elettrotecniche); minori tassi d’inquinamento che renderebbero più respirabili le città. L’opzione solare è inoltre un campo di sperimentazione per le Università e i centri di ricerca per migliorare le tecnologie e diminuire i costi degli impianti fotovoltaici.
Anche le nuove costruzioni e le ristrutturazioni edilizie vanno realizzate con strutture e tecnologie a bassi consumi energetici.
La Regione, insieme agli Enti Locali, devono governare questo processo predisponendo regolamenti energetici rivolti all’edilizia e attivando campagne di informazione sui migliori usi elettrici e calorici del sole e dell’energia per abbattere gli sprechi.
Apr
26
2006

È fondamentale introdurre in Sicilia politiche attive del lavoro. Un primo strumento è certamente il cosiddetto salario d’ingresso, che bisogna tenere distinto dal salario sociale e dal reddito di ultima istanza.
Il salario d’ingresso consiste in un reddito mensile da erogare ai giovani, a coloro che cercano una prima occupazione. Ma è solo il punto di partenza. È opportuno infatti creare le condizioni affinché si superino le asimmetrie tra domanda e offerta di lavoro, perché riteniamo che nonostante tutto ci possono essere aziende in grado di intercettare nuovi talenti. Salario d’ingresso anche per dare una risposta alla disoccupazione, per sedimentare nuove professionalità e scongiurare tutte le forme di precarizzazione.
In questa direzione le istituzioni e le aziende devono attivare un circuito virtuoso che permetta l’attivazione di forme di sperimentazione che vedano i giovani (e i meno giovani) in cerca di occupazione quali soggetti da cui far emergere qualità e professionalità.
Inutile dire che è un imperativo categorico rivedere tutte le politiche del turismo, dei beni culturali, sino ad oggi considerate soltanto alla stregua di una mera occasione per sprecare denaro pubblico e far fare passerella all’assessore di turno, trascurandone di conseguenza le enormi potenzialità economiche, forse i principali poli di attrazione di cui la Sicilia è dotata.